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Sale Pergolesiane e Sala Spontiniana 2017-01-30T10:17:28+00:00

Sale Pergolesiane e Sala Spontiniana

A conclusione delle celebrazioni per il bicentenario del Teatro Pergolesi (1998-2001), nei locali del Ridotto, affrescati con suggestive vedute settecentesche del fabrianese Luigi Lanci, sono state allestite le sale Pergolesiane, uno spazio della memoria dedicato al grande compositore Giovanni Battista Pergolesi, nato a Jesi nel 1710 e morto a Pozzuoli (Napoli) nel 1736.

In seguito, l’esposizione permanente si è sviluppata, nel foyer del teatro di stile neoclassico, con una sezione dedicata all’altro celebre musicista legato alla città: Gaspare Spontini (1774-1851) che, nato e morto nella vicina Maiolati, visse a Jesi da ragazzo ed in seguito fu annoverato nel patriziato cittadino, onorando della sua presenza il teatro nel settembre del 1838.

Con queste sale si è avviata la realizzazione della “Galleria del Teatro”, progettata per raccogliere e valorizzare i documenti più significativi della tradizione musicale e teatrale della città.

L’itinerario espositivo delle Sale Pergolesiane si sviluppa in quattro tappe:
Pergolesi a Jesi: documenti significativi sulla vita culturale, musicale e religiosa in città nel ‘700, per rievocare le radici jesine della formazione del compositore, i suoi maestri, i nobili che ebbero rapporti con lui;
Pergolesi a Napoli: galleria di ritratti dei grandi protagonisti della Scuola Napoletana, tra cui i suoi maestri: Leo, Durante e Vinci, e l’indicazione dei luoghi della città legati alla sua vita e alle sue opere;
Pergolesi a Pozzuoli: immagini popolari con cui è stata rappresentata nell’Ottocento la malattia e la morte del musicista “grande e infelice“;
L’opera e la reputazione: preziosi libretti d’opera, manoscritti musicali settecenteschi, antiche edizioni, stampe di scenografie;
Nelle sale sono esposti anche quadri, stampe, busti, bozzetti e medaglie che offrono un’immagine per lo più idealizzata del musicista.

Nella Sala Spontiniana sono esposti busti di notevole pregio, tra cui quello in marmo di J. Pradier, ritratti litografici, quadri, un pianoforte Erard, alcune lettere autografe, manoscritti e libretti musicali di recente acquisizione che si aggiungono al ricco fondo donato nel 1890 dall’avvocato berlinese Robert e custodito nella Biblioteca Comunale di Jesi.

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