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Sergio Balestracci_biografia2017-09-13T08:40:21+00:00

SERGIO BALESTRACCI
direttore

Dopo aver iniziato gli studi musicali al conservatorio di Piacenza, ha studiato flauto diritto con Edgar Hunt diplomandosi successivamente in questo strumento al Trinity College of Music di Londra. Laureato in storia moderna all’Università di Torino, ha iniziato molto presto l’attività concertistica come strumentista e vocalista nel campo della musica rinascimentale e barocca, contribuendo tra i primi in Italia alla riscoperta di questo repertorio.

Fondatore nel 1971 dell’Accademia Fontegara di Torino e suo direttore dalla fondazione, in particolare ha diretto nel 1987 ha diretto la Passione secondo Giovanni di J.S. Bach con l’Orchestra dell’Università di Padova e l’European Baroque Ensemble, e nell’edizione 1995 della Biennale di Venezia 1995 ha diretto l’Accademia vocale e strumentale “La Fontegara” nell’ambito delle celebrazioni quarto centenario della morte di Andrea Gabrieli.

Fondatore dell’accademia del Flauto dolce di Torino, ha curato la revisione di un gran numero di composizioni sei-settecentesche allestite in prima esecuzione moderna tra i quali: “David” di Alessandro Scarlatti, San Giovanni Battista di Alessandro Stradella, Te Deum di Andrea Stefano Fiorè, “Requiem” di Giovanni Battista Bassani partecipando a numerose edizioni del Settembre Musica (MiTo).

Ha diretto inoltre il balletto Il Gridelino per la stagione del balletto del Teatro Regio di Torino, l’opera Totila e i grandi mottetti op. 9 di G. Legrenzi per il terzo centenario della morte di questo compositore. Nel 1991 ha curato la rappresentazione teatrale della Pazzia Senile di A. Banchieri per il Festival of Fine Arts alla Merkin Concert Hall di New York. Nel 1991 ha diretto inoltre una versione scenica rappresentativa dei Madrigali di Claudio Monteverdi presso la Reggia di Caserta e per lo Oude Muziek Festival di Utrecht. Ha eseguito in prima esecuzione moderna la Passione di Gesù Cristo di Antonio Caldara su testo di Metastasio, da lui stesso trascritta sulla base del manoscritto originale viennese a Torino il 12 settembre 1992, nell’ambito di Settembre Musica.

Nel 1993 ha curato la parte musicale della Landshuter Hochzeit 1475 per conto di “Ris et danceries” di Parigi.

Nel 1994 è stato tra i fondatori dell’orchestra barocca “Academia Montis Regalis”, come direttore della quale ha eseguito il Magnificat e l’Oratorio di Pasqua di J. S. Bach.

È attivo come musicologo e in questa veste con La Stagione Armonica ha eseguito ricerche, trascrizioni e registrazioni di partiture inedite. Nel 1992 ha pubblicato la prima traduzione italiana del “Trattato su Flauto traverso” di J. J. Quantz e nel 1997 uno studio sulla “Cappella Regia a Torino nel secolo XVIII” per conto della Accademia di Santa Cecilia di Roma.

Per La Stagione Armonica ha composto inoltre diversi lavori per coro e strumenti eseguiti in prime esecuzioni assolute:

Non gridate più a 4, su testo di Giuseppe Ungaretti; Un albero verde, su testo di Scipio Slataper; Canto de indipendencia, su testo di Miguel Hernandez, per coro e percussioni; Diviso il sole partoriva il giorno, su testo di Francisco de Quevedo; Qual esso fu lo malo cristiano, ballata anonima alla fine della novella di Lisabeta e Lorenzo, nel Decameron di Giovanni Boccaccio; Nous achèterons de bien belles choses, canzone di Fantine nei Miserabili di Victor Hugo.

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