XIV Festival Pergolesi Spontini “Olimpie e Olimpia” (5 – 20 dicembre 2014)

Il Giornale della Musica, 23 dicembre 2014
Pergolesi nel nome dello sport
di Lucia Fava

Le affinità tra musica e sport sono state il tema della quattordicesima edizione dell’appena concluso Pergolesi Spontini Festival, per celebrare Jesi città europea dello sport 2014.
Sport come atletismo e prestazione fisica tesi a raggiungere e superare i limiti delle possibilità corporee, non molto diverso perciò dal virtuosismo esecutivo, estremo dominio sullo strumento musicale o sulla voce. Ma sport anche come competizione e confronto tra atleti-virtuosi, che si cimentano in ardue prove di agilità e potenza. Come è stato per i due falsettisti protagonisti del concerto “Gara vocale. Da Farinelli a Velluti: l’arte vocale dei castrati”: il sopranista Paolo Lopez e il contraltista Antonello Dorigo, portentose voci che hanno interpretato i molteplici e contrastanti affetti di splendide arie di Händel, Porpora, Giacomelli e Vivaldi. Nell’atmosfera intima e in penombra del piccolo Teatro Moriconi, a luce di candela, (…)  Lopez e Dorigo hanno lasciato il pubblico senza fiato (…) Protagonista è stata anche l’Accademia Barocca de I Virtuosi Italiani, guidati dal primo violino di Alberto Martini, che hanno accompagnato i due cantanti con grande nitidezza esecutiva e plasticità del fraseggio.
Sempre i Virtuosi Italiani, stavolta diretti da Corrado Rovaris, hanno eseguito sinfonie ed arie dall’Olimpiade di Vivaldi, Pergolesi, Cimarosa nell’altro concerto dedicato al virtuosismo vocale, intitolato “Olimpiade-Olimpie”: nella seconda parte infatti sono stati proposti l’ouverture e alcuni ballabili (questi ultimi in prima esecuzione in epoca moderna) dall’Olimpie di Spontini. (…) Rovaris è stato naturalissimo e vicinissimo agli orchestrali in Vivaldi e Pergolesi, sembrava dialogasse con loro e che la musica sgorgasse dalle sue mani anziché dagli strumenti; poi con l’aumentare dell’organico in Cimarosa e ancora di più in Spontini sempre più “direttore”, sempre meno dentro l’orchestra e più sul podio. Ma ha sempre, in ogni caso, comunicato l’intelligenza del fare musica, sottolineando contrasti dinamici ed emersioni timbriche in maniera attenta e raffinata. Leggi l’articolo