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Musica e luce. Il colore del sole

XVII PERGOLESI SPONTINI FESTIVAL

La Repubblica, 29 ottobre 2017
Musica e luce. Il colore del sole
di Guido Barbieri

Erano malati gli occhi di Caravaggio? Avevano davvero paura della luce? In un geniale romanzo del 2007, Il colore del sole, Andrea Camilleri offre una riposta sospesa tra verità e finzione: immagina che Michelangelo Merisi soffrisse di fotofobia e che fosse costretto a rifugiarsi spesso nell’oscurità.

La sua scienza della luce e dell’ombra sarebbe dunque l’esito di una dolorosa patologia visiva.

Il romanzo di Camilleri è la fonte primaria dalla quale Lucio Gregoretti ha attinto la linfa vitale della sua nuova opera che conserva lo stesso titolo. Come il racconto anche il libretto di Vincenzo De Vivo coglie Caravaggio in una fase tumultuosa della sua esistenza: la fuga da Roma, il soggiorno a Napoli, la prigionia a Malta, l’evasione, l’approdo a Siracusa. Gregoretti crea una simmetria perfetta tra i contrasti di luce della pittura di Caravaggio e i contrasti sonori della scrittura musicale: la partitura — affidata ad otto voci soliste e a otto strumenti — è infatti un continuo gioco di specchi tra il suono del presente e quello del passato, incarnato dall’antica tradizione madrigalistica italiana. Sulla medesima antinomia cromatica è costruito l’allestimento di Cristian Taraborelli: sul piano della luce ” vera” si muove la figura di Caravaggio, affidato ad una voce recitante, mentre su due grandi schermi, posti in prospettiva, si accendono le illusioni, le ossessioni, le ombre della sua patologia. Analitica, precisa e meticolosa la concertazione di Gabriele Bonolis.

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2018-07-06T15:26:05+00:00