Lunedì 22 febbraio luci accese anche al Teatro Pergolesi di Jesi. La Fondazione Pergolesi Spontini aderisce all’iniziativa di U.N.I.T.A., per ritornare a parlare di Teatro e di spettacolo dal vivo a un anno esatto dall’ultimo giorno prima della chiusura dei teatri per le norme anticovid.

Anche il Teatro Pergolesi di Jesi, con la Fondazione Pergolesi Spontini, aderisce all’iniziativa “Facciamo luce sul teatro” di U.N.I.T.A. (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo) che ha invitato ad accendere le luci dei teatri solo per una sera, lunedì 22 febbraio, cioè a un anno esatto dall’ultimo giorno prima della chiusura dei teatri per le norme anticovid. Ai cittadini, agli artisti, al suo pubblico, il Teatro di Jesi chiede inoltre, in occasione dell’iniziativa, di testimoniare la propria vicinanza con un messaggio sui canali social della Fondazione Pergolesi Spontini. Può trattarsi di una breve riflessione su questo anno senza teatro, un pensiero o semplicemente una suggestione.

Luci accese dunque al Teatro Pergolesi, che dal 1798 vive nel cuore della città di Jesi e dei suoi cittadini, e dal 1968 nel novero dei 29 Teatri Italiani di Tradizione come sede di attività lirica, oltre che di un festival internazionale dedicato a Pergolesi e a Spontini.

Dall’anno della sua fondazione, la continua programmazione di eventi ne testimonia la centralità nel tessuto sociale ed economico di Jesi, la profondità di una consuetudine culturale, l’amore delle persone e delle istituzioni verso il proprio teatro. È proprio questo radicamento nella quotidianità dei cittadini che fa del Teatro Pergolesi un vero e proprio teatro di “tradizione”, ma la pandemia e le stringenti norme anti-contagio rischiano ora di disperdere un immane patrimonio.

Con l’iniziativa simbolica del 22 febbraio, la Fondazione Pergolesi Spontini auspica che si torni a parlare di Teatro e di spettacolo dal vivo, e ad elaborare un piano che porti ad una riapertura in sicurezza di questi luoghi. “La comunità ha bisogno di luoghi di aggregazione e di socialità per crescere, e i teatri sono luoghi di benessere sociale e patrimonio della collettività”, fa sapere il direttore generale Lucia Chiatti.

La speranza è che tutto il settore culturale possa ripartire il prima possibile, dando seguito alle parole pronunciate dal nuovo premier, Mario Draghi, secondo cui “il ritorno nel più breve tempo possibile alla normalità deve riguardare anche la cultura in tutte le sue forme perché imprescindibile per la crescita e il benessere del Paese”.