Ancora un capolavoro di Giovanni Battista Pergolesi da apprezzare online e gratuitamente per 48 ore sul sito della Fondazione Pergolesi Spontini.
Dalle ore 21 di venerdì 22 maggio e fino a alle ore 21 di domenica 24 maggio è disponibile in streaming gratuito l’opera “L’Olimpiade”, nell’allestimento di grande successo registrato al Teatro Moriconi di Jesi nel settembre 2011 durante le celebrazioni per i 300 anni della nascita del grande compositore curate dalla Fondazione.
Nei mesi di lockdown e a palcoscenici spenti per effetto delle misure di contenimento del Covid, l’ente teatrale jesino in collaborazione con Unitel ha voluto regalare al pubblico l’emozione di rivedere alcuni degli allestimenti d’opera andati in scena a Jesi nelle passate edizioni del Festival dedicato ai due autori: sono state così programmate le opere “La fuga in maschera” di Gaspare Spontini, e di Giovanni Battista Pergolesi le “La serva padrona”, “Il prigionier superbo” , “Livietta e Tracollo”, “Adriano in Siria” e “Flaminio”. Dopo “L’Olimpiade”, seguiranno venerdì 29 maggio ore 21 “Lo frate ‘nnamorato” e sabato 6 giugno ore 21 “La Salustia” di Pergolesi.
La trasmissione all’indirizzo: www.fondazionepergolesispontini.com/diretta-streaming/

L’Olimpiade, melodramma in tre atti di Pietro Metastasio, è andato in scena nel settembre 2011 al Teatro Moriconi di Jesi, nella revisione critica a cura di Francesco Degrada e Claudio Toscani, Edizioni Fondazione Pergolesi Spontini. L’allestimento porta la firma del regista Italo Nunziata, scene di Luigi Scoglio, costumi di Ruggero Vitrani, luci di Patrick Latronica. Sul podio de L’Academia Montis Regalis, con strumenti originali, era il M° Alessandro De Marchi, tra i più apprezzati direttori del repertorio barocco. Nella compagnia di canto: Raul Gimenez (Clistene), Lyubov Petrova (Aristea), Yetzabel Arias Fernandez (Argene), Jennifer Rivera (Licida), Sofia Soloviy (Megacle), Antonio Lozano (Aminta), Milena Storti (Alcandro).

Giovanni Battista Pergolesi compose L’Olimpiade a Roma nel 1737, cimentandosi per la seconda volta con un libretto di Pietro Metastasio, allora Poeta cesareo alla corte di Vienna. Nonostante l’iniziale insuccesso sul palcoscenico del teatro romano di Tor di Nona, l’opera conobbe una straordinaria diffusione dopo la morte del suo autore, fino a diventare il paradigma dell’opera seria settecentesca. Ottant’anni dopo Stendhal la celebrava come il vertice del melodramma del XVIII secolo. La vicenda si svolge in epoca classica ad Olimpia, durante i giochi: Megacle gareggia sotto le mentite spoglie dell’amico Licida per poter conquistare a lui la figlia del re di Sicione. Egli non sa che la fanciulla altri non è che Aristea, da lui amata. Scoperto l’inganno Licida è condannato all’esilio e Megacle tenta il suicidio. La vicenda si scioglie con il riconoscimento di Licida come figlio del re e con le nozze di Megacle e Aristea.

Lo spettacolo, concepito per uno spazio diverso da quello tradizionalmente teatrale, in una chiesa ellittica di architettura barocca, si articola in una postazione centrale attorno alla quale è seduto il pubblico. Gli artisti agiscono su passerelle che attraversano gli spazi riservati al pubblico ed in alto, su una balconata circolare; l’orchestra suona su un piccolo palcoscenico e tra il pubblico.