STAGIONE LIRICA DI TRADIZIONE 2019
Teatro G.B. Pergolesi. Jesi

Classic Voice, gennaio 2020
Guarda che Luna
di Francesco Arturo Saponaro

Perché CircOpera? Perché, come avviene da qualche anno visto il successo incontrato ogni volta, il nuovo spettacolo è stato commissionato dalla Fondazione Pergolesi Spontini in collaborazione con Circo El Grito, una delle due compagnie italiane di circo contemporaneo riconosciute dal Mibact, e con Bernstein School of Musical Theater. E così nella 52esima stagione lirica di Jesi, in un cartellone con nuove coproduzioni di Butterfly, Turandot, Carmen, è stata prodotta anche Il lato nascosto. Della luna, s’intende. Una CircOpera lunare quindi, spiega il sottotitolo, su libretto di Cristian Carrara, scrittura scenica e regia di Giacomo Costantini, scene di Benito Leonori ed Elisabetta Salvatori, costumi di Roberta Fratini, con video di Mario Spinaci e luci di Marco Scattolini. La partitura reca la firma di Marco Attura, e funziona molto bene come tessuto connettivo tra la surreale vicenda e le acrobazie circensi. È una musica che vuol essere astrale, con l’occhio puntato alla volta celeste, dato il soggetto; e quindi onirica, aerea, oscillante tra languori e repentini risvegli. In parte si tratta di sue musiche originali, e in parte di raffinate rielaborazioni e mascheramenti di celebri passi da Beethoven, Puccini, Dvorák, Debussy, tutti ricomposti dallo stesso Attura con mano leggera, appropriata, arguta. Ed è sempre Marco Attura che si fa apprezzare sul podio dell’ensemble cameristico Time Machine, da lui diretto, con respiro intelligente e sicuro, a un persuasivo fraseggio. In scena, meritevoli interpreti sono Pierluigi Cocciolito, Tiziana Salerno, Irene Frascione, Francesco Fusai: cantanti di musical, formatisi alla Bernstein School. Ampia e positiva la risposta del pubblico, nelle anteprime giovani e nelle serate in abbonamento. E ho verificato l’esaurito di una recita extra, con spiccata presenza di famiglie con bambini, grazie anche ai prezzi promozionali. Per la Fondazione Pergolesi Spontini, una conferma eloquente di profondo radicamento.

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