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L'urgenza di una istituzione dedita alla valorizzazione del patrimonio musicale italiano è data dalla scarsa attenzione che sovente viene dedicata in terra nostra ai compositori che hanno allargato la coscienza culturale esportando le proprie creazioni all'estero. La Fondazione Pergolesi Spontini si fa carico di contribuire a colmare quelle lacune che non hanno più ragione di esistere in un sistema dove l'identità nazionale, con l'unificazione europea, deve rinforzarsi le spalle per trasportare il peso di una concorrenza internazionale stimolante quanto faticosa. Non a caso i due musicisti della Vallesina, cui la Fondazione è dedicata, sono probabilmente più noti all'estero che in Italia; e del resto, chi li conosce anche fuori dei nostri confini nazionali non sa nulla dei loro luoghi di origine. Pergolesi è da molti ritenuto napoletano, mentre pochi cultori di Spontini sanno qualche cosa della sua città natale. Di qui, grandi opportunità per contatti e collaborazioni con diversi Paesi europei, in primo luogo la Francia e la Germania, grazie tra gli altri a un accordo internazionale tra la Fondazione e la Freie Universitat di Berlino, dove ha sede il Arbeitstelle Spontini (Centro di studi spontiniani), per approfondire la ricerca sul periodo di Spontini presso la Corte Reale di Prussia, e un progetto di collaborazione quadriennale con la Staatsoper Unter den Linden di Berlino, ma anche con grandi istituzioni culturali italiane, come il Teatro alla Scala di Milano, dove è stata presentata la prima edizione del Festival con un messaggio del Maestro Riccardo Muti, o come il Conservatorio di Napoli, uno dei più grandi giacimenti musicali italiani, dove si trovano tuttora molti materiali dei due musicisti. Un'apertura all'arte, sotto il segno della grande musica italiana.
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